www.pizzocalabro.it di Giuseppe Pagnotta ORLANDO ACCETTA SCRITTORE, POETA E GIORNALISTA
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Mario Donato e la sua poesiadi Orlando Accetta In questo nostro mondo così abnorme, così strano, così instabile, che tutto garantisce e protegge, meno che la tutela dei sani valori dell'essere, possono accadere le cose più strane. Può accadere, ad esempio, che qualcuno, credendosi un grand'uomo e grande conoscitore delle vicende e dei sentimenti umani, si permette il lusso di denigrare i poeti e la poesia, gli uni e le altre tenendoli in scarsissima considerazione. E non sa, invece, quel mentecatto, quel pover'uomo che, se non ci fosse la poesia e non ci fossero i poeti, la vita non avrebbe senso, perché diverrebbe di un solo colpo povera, acida, fredda, arida più della pietra pomice. Noi, al contrario, amiamo fortemente e la poesia e i poeti. Quali poeti? Ma tutti, proprio tutti. Quelli «grandi», ma anche quelli «piccoli», che vivono di poesia, si nutrono di poesia, respirano poesia, sempre. Abbiamo avuto la possibilità, ultimamente, di leggere qualcosa scritta dal napitino Mario Donato, sconosciuto ai più perché umile, modesto, riservato, che è poeta non solo perché «scrive poesie», ma soprattutto perché la sua vita è «poesia», com’è poesia il canto dell'usignolo in gabbia. Le poesie del poeta Mario Donato sono inedite e noi abbiamo avuto la fortuna di leggerne qualcuna e ci soffermeremo per fare assaporare la profondità dei sentimenti che le ispirano, la semplicità fanciullesca con cui sono espresse (Francesco Grisi afferma che per essere veri artisti bisogna diventare bambini come fanciulli), il segno positivo che le pervadono nonostante qualche cenno di mestizia e di nostalgica memoria. A volte nasce un uomo pieno di tenerezza, a volte nasce una donna piena di dolcezza... ...Da cosa nasce cosa, da fiore nasce un frutto, si parla di miracoli ma miracolo è la vita... (da "Quando nasce un uomo). Ma cos'è per Mario Donato la poesia? Egli stesso ci propone la sua visione attraverso i versi che seguono, estratti da "La Poesia": Vuoi sapere cos'è la Poesia? Ritornando indietro nel passato ritroverai momenti trascorsi in armonia, ricordi dimenticati: li rivivrai in essa! E più avanti: Poi, quando un velo scenderà sul firmamento, scoprirai il significato del lieve stridio dei grilli. Essi cantano una canzone soave, lentamente, sempre uguale, che riecheggia da sempre un antico inno a Dio e al Creato! In una sua significativa poesia dal titolo «Io sono diverso», Mario Donato, poeta del sentimento, si dimostra poeta oltremodo sensibile e intriso di profonda fede cristiana, allorquando esprime i disagi dei cosiddetti «diversi», cioè di coloro che, per colpe non proprie, sono costretti a subire le umiliazioni, i voltafaccia, i tradimenti, le ipocrisie di persone senza morale e senza cultura che, credendosi «normali», guardano agli altri con pietismo e sarcasmo, e non si accorgono della mostruosa gobba che recano dietro le spalle, perché non la vedono. Poveri imbecilli, e poveri illusi! Riportando per intera la sua meravigliosa «Io sono diverso», la gusteremo, insieme e in silenzio, meditandola seriamente e serenamente, perché grandi, umani, sinceri, veri, onesti, pieni d'amore, sono i messaggi che con questa poesia l’artista Mario Donato trasmette a tutti noi. Io sono diverso In questo mondo, pieno di soli, di galassie, di vita e di morte, non esiste un centigrammo di materia uguale ad un'altra, molecola con molecola, pianeta con pianeta, uomo con uomo, donna con donna, razza con razza. Perché, adunque, vi viene quasi considerato un torto il mio «essere diverso» la mia vita di handicappato? Se la mia vita non è «normale» non è colpa mia. Perché, allora, quando mi guardate, mi OSSERVATE, mi parlate, vivete, persino amate me, non riuscite quasi mai a trattarmi da pari a pari, un uomo come voi, senza venature di pietismo o di sarcasmo? Io sono con voi e voi adesso siete con me. Ma perché non provate, di tanto in tanto, voi di essere me, come io sono VOI? Identificandovi con me, senza ricorrere a parole assurde, ne GUADAGNERESTE, e avreste poi, più stima di voi! Io sono diverso, ma come? L'avete detto voi? L'avete considerato voi? Io cerco di essere uguale a voi, e di amarvi, e ne avete di difetti... State attenti: io vi scruto dal carrozzino del mio handicap! Ma, forse, spesso, sono anche migliore di alcuni di voi: almeno, ho tanto tempo per capirvi e per rifletterlo. Voi «normali», no! Presi dal vortice della vita, dei vostri interessi non vi fermate mai a guardare un tramonto che muore, un'alba che rinasce, per possedere nel cuore una grande speranza nuova nel mondo. Che Cristo scenda a sanare le nostre piaghe, le nostre malattie, come novelli Lazzaro risuscitati: in questa trepida attesa, aiutateci a convivere con l'Umanità tutta!
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