Chiesa
La Basilica di San Pietro
San Pietro subì il martirio tramite crocifissione durante la persecuzione di Nerone del 64 d.C.. Il luogo del martirio fu il circo di Caligola, situato sulla via Aurelia nei pressi del Colle Vaticano, come testimoniato anche in una lettera di Gaio a Proclo, testimonianza che portò a chiamare "Trofeo di Gaio" l’edicola del II secolo che fu scoperta negli scavi nella Necropoli Vaticana a protezione del sepolcro di San Pietro. Dopo l’Editto di Milano del 313 che permetteva ai cristiani di professare la propria fede, fu lo stesso imperatore Costantino che nel 324 avviò la costruzione di una Basilica ad si sopra del "Trofeo di Gaio" e della tomba di San Pietro, basilica consacrata successivamente nel 329.
La Basilica era a pianta longitudinale con cinque navate ed un transetto. Davanti alla Basilica c'era un quadriportico al quale si accedeva tramite una scalinata ed al centro del quale c'era una fonte battesimale con una grande pigna di bronzo, attualmente nel Cortile dei Musei Vaticani. La notte di Natale del 800 in questa Basilica venne incoronato imperatore del Sacro Romano Impero il re dei Franchi Carlo Magno.
Dopo i saccheggi subiti da Roma dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e l'abbandono a seguito del trasferimento dei Papi ad Avignone durante la Cattività Babilonese (1309-1377), con il papato di Niccolò V (1447 - 1455) la basilica conobbe una prima fase di ristrutturazione. Nel 1505, poi, Giulio II affidò a Donato Bramante l'incarico di ampliare la chiesa. I progetti iniziali erano a pianta centrale quadrata, tipica del Rinascimento, con all'interno una croce greca realizzata con quattro absidi sporgenti ed una cupola emisferica al centro che si rifaceva a quella del Pantheon. I lavori iniziarono il 18 aprile del 1506 ma ebbero una battuta d'arresto dopo la costruzione dei quattro pilastri centrali con la morte dapprima di Giulio II nel 1513 e successivamente di Bramante nel 1514.
Su incarico di Papa Paolo III, nel 1547 Michelangelo elaborò un nuovo progetto, che conservava la pianta centrale del Bramante ed una grande cupola nell’area centrale ispirata alla doppia calotta utilizzata da Filippo Brunelleschi per Santa Maria del Fiore a Firenze. La morte di Michelangelo nel 1564 avvenne con la costruzione realizzata a meno della cupola, che fu portata a termine dal 1588 al 1590 dall'allievo Giacomo Della Porta (1533 - 1602) con qualche modifica, delle quali la maggiore fu l'incremento della curvatura a sesto rialzato della Cupola di San Pietro. A seguito della conclusione del Concilio di Trento nel 1563, che prescriveva la pianta longitudinale nelle nella costruzione delle chiese, papa Clemente VIII affidò la direzione della fabbrica Carlo Maderno trasformò l'architettura di Michelangelo con l'aggiunta di due campate, trasformando la basilica in una pianta a croce latina ed aggiungendo la facciata che venne realizzata tra il 1607 ed il 1612. La facciata ha una larghezza di 114,69 metri ed un' altezza di 48 metri. E' caratterizzata da un colonne e lesene corinzie sulle quali è posto un cornicione con timpano centrale, inserito in una balaustrata sulla quale sono poste tredici statue, l'altezza delle quali è di circa 6 metri con la statua centrale che rappresenta il Redentore benedicente. Nella facciata sono posti cinque ingressi, con nove finestre al di sopra dei quali, con tre delle finestre arricchite da un balcone. La finestra centrale è chiamata la Loggia delle Benedizioni, dato che a Natale e Pasqua e dopo la propria elezione, il Papa vi si affaccia per impartire la benedizione urbi et orbi. Il portale centrale è del Filarete e venne completato dallo scultore fiorentino nel 1455, mentre alla sua destra è posta la Porta Santa, realizzata nel 1950 dallo scultore Vico Consorti. Questa porta in bronzo viene aperta dal Papa durante le celebrazioni del Giubileo. Entrati nella Basilica, nella prima cappella della navata di destra è posta la Pietà di Michelangelo, eseguita a 24 anni dall’artista nel 1499. Segue la Cappella del Santissimo Sacramento, sull'altare del quale è posto un ciborio in bronzo realizzato da Bernini nel 1674 che si rifà al tempietto di San Pietro in Montorio, capolavoro del Rinascimento realizzato sul Gianicolo dal Bramante. Alla fine della navata di destra si trova il monumento funebre a Gregorio XIII (1572-1585), realizzato nel 1723 dallo scultore Camillo Rusconi. Nella navata centrale è posta la statua in bronzo di San Pietro benedicente dello scultore Arnolfo di Cambio (1245-1302). La volta della navata centrale è sorretta da pilastri adornati da lesene scanalate, con gli stucchi dorati che decorano il soffitto sono stati eseguiti nel 1780 sotto Pio VI. I pilastri a pianta quadrata posti all’incrocio tra la navata longitudinale ed il transetto che sorreggono la Cupola di San Pietro presentano nelle loro facce interne quattro nicchie che ospitano statue di scuola berniniana relative alla passione di Cristo: San Longino, il soldato che colpì con la lancia Cristo al costato, fu realizzato nel 1638 da Bernini, mentre sono di suoi allievi la statua di Sant’Elena, madre di Costantino che portò la croce e i chiodi a Roma, di Santa Veronica, asciugò il volto di Cristo lungo il Calvario, e di Sant’Andrea, fratello di Pietro e martirizzato in Grecia tramite crocifissione.
Al centro della chiesa è posto l’altare papale con il Baldacchino bronzeo alto 29 metri realizzato tra 1624 ed il 1632 da Bernini su commissione del papa Urbano VIII Barberini (1623-1644) per riempire lo spazio tra l'altare e la Cupola di San Pietro. Il Baldacchino è sorretto da quattro colonne tortili con scanalature a spirali, e per la sua realizzazione vennero fuse le formelle che ornavano il soffitto del pronao del Pantheon, da cui la frase "quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini" (quello che non fecero i barbari, fecero i Barberini). Anche l'altare della Cattedra di San Pietro sullo sfondo del Baldacchino è un altro capolavoro in bronzo di Bernini, terminato nel 1666 con Alessandro VII. Da una finestra ovale chiusa con una lastra di alabastro al centro del quale c'è la colomba dello Spirito Santo, partono raggi che definiscono dodici settori, uno in corrispondenza di ciascun Apostolo. Intorno ad essa una nube di angeli sormontano la Cattedra di San Pietro che conserva un trono di legno, ritenuto la cattedra del santo, ma in realtà donato al papa nel 875 del re francese Carlo il Calvo.
Sotto l'altare centrale si trova la tomba di San Pietro che, secondo una tradizione sostenuta anche da recenti indagini archeologiche, ospita i resti dell’Apostolo.
Nel transetto di destra si trova il monumento a Clemente XIII (1758-1769) di Antonio Canova, a Paolo III di Guglielmo della Porta e a Urbano VIII di Bernini. Nel transetto di sinistra, invece, si trova il monumento ad Alessandro VII, sempre di Bernini.
Nella navata sinistra si trova il monumento alla famiglia Stuart (1819) di Antonio Canova ed il monumento a papa Giovanni XXIII (1958-1963) di Emilio Greco (1964-1967).
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